November 2011
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Dio salva i poeti e i folli. Pasquale.
In fondo alle tazzurielle mie non ci sta il caffe’
Ma una collezione d’unghie il volto
Magro di tutti coloro che uccisi
In fondo sapete pure voi
Rimestare lo zucchero e’ opera di bravi
Quel grattare d’ombre quello sciogliersi d’ombre
Lo mandate giu’ mentre pensate al conto
Io no, il cuore mio e’ albergo e fabbrica
Periferia d’altri demoni
Appena fuori il cerchio della storia
Sono la memoria...
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Berlusconismo: analisi di un sistema di potere.
Egregio Sancio Governatore d’Isole,
I dodici anni di Annarella escono dalla 2a B sospinti dalle urla del professore, nelle gomme firmate delle scarpe da ginnastica l’incedere della foglia impertinente. La matematica non sara’ mai il suo mestiere. Un insegnante la raccoglie nel corridoio. Sfogliano il giornale mentre in classe la verifica continua. Balenottera spiaggiata sul litorale di...
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Dio salva i poeti e i folli. Marco.
“Mi chiamo Marco e scrivo la mia storia su tavole d’argilla, lisce lisce. Ho cominciato la preghiera quando avevo 16 anni: tempia petto ginocchio tempia petto ginocchio. Non ho mai smesso. Non sono io a volerlo. Io eseguo. E’ l’omino delle pagine gialle a decidere. Lui dice sempre il vero. Anche voi lo avete. Forse il vostro dorme. Il mio no. Lui legge le pagine e mi consiglia su tutte le cose....
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Lettera di un deluso attento.
Studioso Sancio Governatore d’Isole,
propongo oggi una lettera di un deluso attento, che nelle pompose concioni berlusconiane sentiva, a piu’ riprese, la possibilita’ di veder l’Italia trasformata in un paese moderno, snello, funzionale. Invece sono seguiti 17 anni di nulla. Avesse portato a termine un terzo delle riforme proposte ne parleremmo oggi come di una volgare Thatcher. Pulsa invece nel...
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Elogio funebre del gregge berlusconiano.
Ignaro Sancio Governatore d’Isole,
qualche breve riflessione, che sai che io son mica tipo d’appassionarmi per l’imperituro ronzare delle camarille. E’ che oggi si sta come d’autunno sugli alberi le foglie o come d’estate sulle poltrone la finale mondiale. Siamo in una di quelle sere uguali alle altre, solo che la Storia ha magnato troppo e curegia la sua acida digestione con impeto redivivo....
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Lettera a Ninetta.
Biancavalle, 22 Aprile 1945.
“Ninetta bella,
non c’e borotalco nei sacchi di semenze su cui trascorrero’ la notte. Quello respira solo nelle lenzuola del tuo letto. Ancora ansima il ricordo delle notti furtive. E nemmno c’e il tuo carosello magico, la festa d’ombre sul soffitto. Altri con me in quella che era una stalla. Forse l’anima delle bestie accoppate dai nazisti ancor si muove fra i...